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Mister Marilyn Manson Mister Marilyn Manson
Mister Marilyn Manson
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Interviste - RockSound 2003 PDF Stampa E-mail

Partiamo dal titolo del tuo nuovo lavoro. Cos'e' veramente grottesco secondo te? Forse il mondo esterno, la vita quotidiana o altro?

Ho sempre avuto una certa fascinazione per le cose che la altre persone in generale trovano brutte. Ma all'origine il grottesco rappresentava quella parte della nostra immaginazione responsabile delle cose che non erano naturali. Cio significa che io stesso sono grottesco. Osservando il mondo esterno e collegando tutti gli avvenimenti che vi si svolgono al grottesco, allora forse non e' affatto male essere diversi e originali. E' questo che voglio raccontare il questo nuovo disco.Voglio spronale le persone a diventare creative e a non permettere a nessuno di intralciare la propria immaginazione. Questo e' "The Golden Age of Grotesque", ed e' sicuramente piu' di un semplice disco.

In che senso? Si tratta forse di un progetto in continua evoluzione?

Quando crei qualcosa, l'opera non e' terminata finche' non la riceve o non la giudica qualcun'altro che puo amarla o odiarla. L'arte e' nulla finche' qualcuno non l'ha vista,sentita o sperimentata. E' proprio per questo motivo che sono impaziente a dare un senso a "the golden age of grotesque" pubblicando il disco e andando in tour. Gli uomini sono tutti uguali ma, in questo mondo, siamo separati dalle delle frontiere che delimitano la rappresentazione e l'arte. Per far scoccare l'eta' d'oro del grottesco bisogna avere il coraggio di dichiararlo, di crederci. Poi,in seguito, potra' suscitare delle reazioni di diverso tipo o diventare un movimento.

Suscitare delle reazioni diverse non e' difficile per te...

Mi auguro solo che la gente possa vedere la sofferenza che ho dovuto sopportare per via di alcune esperienze e di problemi passati prima di arrivare a questo punto. Tutto quello che ho combattuto, tutto quello che ho detto e dimostrato e' stato importante: questo e' il disco che giustifica la mia carriera. Sono passati 10 anni dalla creazione di Marilyn Manson ed e' questa l'eta' che sento di avere. Questo disco ha lo stesso comportamento di un ragazzino per il semplice fatto che non ha regole e diventa quindi piu' piacevole e piu' accettabile.E' difficile non amare i ragazzini, fanno quello che vogliono. Poi,crescendo,perdono questa loro spontaneita' questa loro purezza Non ho cercato di fare un album commerciale ma molte persone lo trovano piu' decoroso, piu' decente. Forse e' proprio cosi' ed e' meraviglioso. Questo disco e' l'inizio di qualcosa di nuovo.

Ma in quale misura affermi di esserti liberato delle regole?

Ho sempre cercato di lavorare al di fuori delle regole stabilite tentando sempre di dire e fare ciò che mi sembrava buono. Ma questa volta mi sono mosso in modo differente. Invece di battermi contro la politica e la religione gia' esistenti, ho creato in questo disco e nella mia arte una politica e una religione. Tutto quello che ho realizzato fino ad oggi puo' essere considerato come una battaglia per conquistare e sormontare diversi elementi del mio passato e del mondo attuale. Ma una volte che hai conquistato qualcosa, devi passare ad altro. E "The Golden Age of Grotesque" che voglio offrire oggi,ovvero un disco a meta' strada tra una grande fiere e la chiesa. Ognuno puo' dargli il significato che vuole, ma il disco e' stato veramente concepito come un grosso divertimento,inserito nello stesso contesto dell'arte.

Invece l'arte ha spesso quella serieta' che non viene attribuita al divertimento...

E' vero, le due cose sono spesso in contraddizione perche' il comico finisce una volta terminato lo spettacolo, mentre l'artista vive la propria arte. L'arte e' altresi' considerata come una cosa di livello superiore, d'elite e il suo posto e' nei musei. Gli spettacoli invece sono piu' accessibili. Io ho voluto dimostrare che le due cose possono fondersi. Ovviamente non sono la prima persona a farlo, ma sicuramente e' importante riproporlo oggi. Anche perche' tutta la mia ispirazione, che si tratti del vaudville(commedia leggera,farsesca e popolare -nda), del cabaret o del burlesco,arriva da un periodo che assomiglia molto al nostro. E questa cosa non sarei stato capace di prevederla 18 mesi fa.

Come ci sei arrivato?

Quando ho iniziato a scrivere questo disco, ho cercato di ritrovare lo spirito e la creativita' degli artisti degli anni per tentare di realizzare qualcosa di altrettanto qualitativo. Tutti quei movimenti sono stati creati in un clima di paura e di guerra. E' normale che la gente abbia voglia di evadere, di divertirsi, ma non in maniera eroica o patriottica. Non cerco assolutamente di essere un eroe americano oppure oppure Bruce Springsteen:non scrivo ne' lodi all'america, ne' canzoni di protesta. Dico semplicemente che il concetto e la politica della guerra non mi interessano. E voglio dimostrare che le canzoni di questo disco possono essere una via di fuga, proprio come andare ad un concerto o ad una mostra. Mi auguro che ciascuno riesca a resistere alla paura e si goda la propria vita.

E' un buon presupposto...

Personalmente ho notato che la paura puo' generare del buono. In tutti i miei dischi, e in particolare con "Antichrist Superstar", che mi ha fatto conoscere al grande pubblico, l'idea di vivere senza la sicurezza del domani mi ha generato degli ottimi risultati. Non si tratta di essere irresponsabili, ma semplicemente di non aver paura di essere implicati in qualcosa senza poterne controllare le conseguenze. Alcuni pensano che sono un pericolo o una minaccia all'educazione dei solo figli o alla loro morale religiosa. Se la loro educazione e la loro religione sono cosi' fragili, i loro genitori farebbero meglio a interessarsene con maggiore attenzione. Anche perche' se si tratta di cose cosi' superiori come loro ritengono, allora non dovrei essere in grado di poterle destabilizzare (sorride)

In "The Golden Age of Grotesque" giochi molto con le parole mentre, allo stesso tempo, i vari riferimenti a cui alludi , come ad esempio il Dadaismo (movimento artistico e letterario che puntava sull'espressione spontanea e incontrollata -nda), non sono facili da capire. Perche' allora credi che questo disco sia il piu' "accessibile"?

Questo fa parte delle complicazioni dovute alla scoperta di un movimento come il Dadaismo, instaurato quando l'arte aveva raggiunto un punto in cui la gente si chiedeva cosa fosse possibile fare a partire da quello che c'era gia. Nel disco, la prima canzone,"This is the New Shit", si apre con :" Quando tutto e' gia' stato detto, non c'e' piu' nulla da aggiungere". Allo stesso modo l'album e' piu' semplice dei precedenti perche' non presento la filosofia in maniera evidente. Mi sono ispirato molto anche agli Espressionisti, questi pittori che lasciavano libero sfoggio alle loro menti e si permettevano di dipingere un cielo che non fosse per forza blu. In questo disco ho cercato di dipingere dei quadri dalle ritmiche bizzarre che a volte non hanno neppure un senso. E ho utilizzato delle parole che,oltre a non essere comprensibili da tutti, non esistono neppure nella lingua inglese. Mi sono ispirato ad esempio a Cab Calloway (autore di "Minnie the moocher"-nda)

La semplicita' permette anche di raggiungere piu' gente...

Era importante per me realizzare un disco con al suo interno molti linguaggi universali. Inventando delle parole, volevo ricreare quella stessa situazione che provi quando guardi un film straniero in lingua originale e smetti di leggere i sottotitoli; ti concentri sulle espressioni e sulle emozioni dei protagonisti, sull'azione. Ho visto parecchi film di Fellini e di Pisolini per questo motivo. Tra l'altro, quest'ultimo sembra che sia stato ucciso proprio per la sua arte. E' sempre molto triste quando delle persone devono rimanere in silenzio per colpa della loro immaginazione, al fine di evitare guai. Per tornare al discorso della semplicita', sono spesso le cose piu' semplici ad essere le migliori e le piu' significative. Quando invece una cosa e' troppo studiata, spesso non ha la stessa energia. E poi non volevo ripetermi. Bisogna saper mettere un termine a un tema o a un soggetto prima di rovinarlo. Piu' che spiegare le cose che creo, voglio spiegare chi sono quando le creo. Non cerco di rivoluzionare la musica, ma il mio lavoro puo' sembrarlo agli occhi della gente, perche' e' il sintomo della mia rivolta contro il mondo che mi circonda.

Nel brano "The Bright Young Things", c'e' una frase divertente : "We don't' rebel to sell/it just suits us well". Si tratta forse di una frecciatina a troppa "rabbia prefabbricata"? E cosa significa per te la parola "ribellione"?

In un certo senso, quell'affermazione vuole essere una considerazione su come una certa musica possa essere resa di moda dai media e dalle case discografiche. Un po come quello che il punk rock e' diventato oggi con i Sum 41 o Avril Lavigne, contro i quali non ho la minima animosita'. L'industria del disco prende tutte queste cose e cerca di crearci un movimento attorno, pretendendo poi che si tratti di underground e chiedono l'aiuto a realizzatori costosi per fare dei finti video "low budget".Quella canzone e' una presa in giro di tutte queste cose, ma prima ancora si ispira alla domanda di tante persone nei confronti di chi raggiunge una certa notorieta', ovvero: "Contro cosa siete ancora arrabbiati? Avete una casa, dei soldi, una bella vita".

La gente spesso rimprovera ad alcuni artisti di fare soldi sulla propria aggressivita'...

La rabbia non e' esattamente al centro del mio lavoro, ma ammetto che qualsiasi cosa io dica o faccia sara' sempre parte integrante della mia personalita'. La gente poi potra' apprezzarla o meno, ma non si tratta di violenza gratuita. Non mi preoccupo di chi ascolta la mia musica, ma solo di sapere che se piace, e' motivo di qualita'. Non devo neppure provvedere a soddisfare i gusti dei miei fan o a censurare quello che la gente detesta. Mi ritengo io stesso un fan del mio lavoro e partendo da questo presupposto, se realizzo qualcosa che mi piace, so che rendero' i miei fan felici. Perche' sono come loro. Voglio che facciano anche loro parte del movimento, proprio come me,e vorrei che nell'ascoltare questo disco, provino lo stesso piacere che ho provato io nel farlo. Credo che oggi la mia immagine venga percepita con maggiore positivita' e allegria. Puo' essere in parte vero ma non significa che ho cambiato le mie idee. Significa innanzitutto che sono soddisfatto. Tutte le cose iniziate devono finire ad un certo punto. Come una canzone che non puo' essere scritta all'infinito.Ho detto quello che avevo da dire sulla religione e sulla politica, adesso e' tempo di passare a qualcos'altro. Qualsiasi cosa- una relazione umana, una cultura o una forma di espressione artistica- , una volta arrivata all'apice, verra' spezzata da qualcuno. Forse da chi l'ha creata oppure da persone esterna che hanno paura di non riuscire piu' a controllarla. La gente vuole sempre il caos. E quando lo si ottiene, ne e' cosi spaventata da distruggerlo.

Le relazioni tra individui sono uno dei temi piu' frequenti di "The Golden Age of Grotesque"

Si, ne parlo spesso in questo disco. Evoco anche diverse relazioni che ho avuto: con ragazze, con amici ma anche con il mondo e con la musica. La gente, di qualsiasi paese o sesso, puo'capirmi molto piu' facilmente oggi. Sono consapevole che molte persone che incontro amano la mia personalita' ma non la mia musica. Mentre altri amano invece la musica ma non il suo messaggio, o l'estetica. C'e' sempre qualcosa che mi impedisce di raggiungere piu' gente. Ma questo non significa che voglia fare qualcosa per piacere a tutti. Sarebbe del tutto inutile perche' quando tutti amano qualcosa, possiamo essere sicuri che si tratta di cattivo gusto. Le cose eccezionali si misurano sempre per il grado di amore e di odio che scatenano. In questo disco volevo riuscire ad esprimere meglio me stesso. Non ho molti amici, ma questi pochi conoscono tutti gli aspetti della mia personalita' e non soltanto quella che i media vogliono farvi vedere. Ho provato a mettere tutto me stesso e quindi c'e' humor, oscurita', sesso e violenza.

 

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